14 Ago, 2018 @ 15:15

La festivitá celtica di Mabon, fa parte degli 8 sabbat del calendario celtico che si celebra nell’equinozio d’autunno il 21 settembre.

Mabon o Modron, chiamato anche Casa del raccolto, indica quando il sole attraversa l’equatore muovendo verso sud.

Mabon fu rapito dalla madre, Modron (Grande Madre), quando aveva solo tre giorni ma fu salvato da Re Artù durante questo periodo, Mabon ha vissuto come un prigioniero felice, nel mondo magico di Modron, il suo grembo. Grazie a ciò, egli può rinascere.

La luce di Mabon è stata portata nel mondo, raccogliendo la forza e la saggezza, in maniera tale da trasformarsi in un nuovo seme.

Con Settembre arriva l’Equinozio d’Autunno e Mabon, é la prima delle Feste del semestre oscuro.

Il giorno che si trova a metà fra i due solstizi, è un tempo di equilibrio, quando luce e buio sono uguali e viene celebrata la fine del periodo più faticoso dell’anno in cui viene effettuato il secondo raccolto.

I druidi chiamavano l’equinozio autunnale Alban Elued, Luce dell’Acqua, dove l’acqua rappresenta l’oceano cosmico in cui il Sole si immerge, scendendo nelle profondità che diventano sempre più oscure, come le giornate che verranno.

É un momento di passaggio, dove la barriera tra il mondo visibile e quello invisibile si fa più sottile.

Alban Elued è il momento in cui il dio Sole inizia a declinare per fare posto alle divinità femminili, lunari.

Il ciclo produttivo e riproduttivo è concluso, le foglie cominciano a ingiallire e gli animali iniziano a fare provviste in previsione dell’arrivo dei mesi freddi.

Si celebra il mistero della vita eterna. Il Sole diventa il seme che sosterrà la vita attraverso l’oscurità dei mesi invernali, gli ultimi raccolti dati dalla generosità della Dea.

Il cigno è l’uccello dell’equinozio in quanto simbolo dell’immortalità dell’anima e guida dei morti nell’aldilà.

E’ tempo di bilanci, abbiamo sotto gli occhi ciò che abbiamo seminato durante l’anno, e possiamo constatare quali frutti abbiamo raccolto.

Alcuni simboli di Mabon sono l’uva, il vino, le ghirlande, le pigne, il granturco, le foglie secche, le ruote del sole, il melograno.



Nell’antica tradizione, durante questo periodo di incubazione il Dio viene chiamato Mabon, figlio della Madre, dall’autunno sino alla Dodicesima Notte, ovvero il 6 di gennaio.

Il seme sepolto nel terreno a Mabon e Samhain, muore e nasce la nuova pianta a Yule, che percorrerà tutto il suo cammino a Imbolc, Ostara, Beltane e al Solstizio d’Estate, maturerà a Lughnasadh per poi di nuovo generare il seme che cade nella terra e morire per dare inizio ad un nuovo ciclo.

Questo è il ciclo del Serpente che si svolge nell’arco di un anno solare, scandito dalle stagioni, e che comprende l’intera nostra vita.

Il periodo dell’equinozio d’autunno veniva chiamato anche Michaelmas o Michael Supremo, il giorno dedicato all’arcangelo di fuoco e di luce.

Mabon è considerato tempo dei misteri. È il momento di onorare le divinità anziane e lo Spirito. Le divinità vengono ringraziate per i loro doni, auspicando il futuro ritorno dell’abbondanza per gli anni successivi, ricordandoci di lasciare una parte del nostro banchetto per la terra e le sue creature.

Tutto ciò che di commestibile abbiamo messo sulla tavola di Mabon è avanzato, verrà portato all’aperto ed offerto ad animali ed uccelli in segno ulteriore di ringraziamento verso la Grande Madre Terra che ci ha elargito i suoi doni.

In occasione di questo sabbat, organizzate con i vostri amici la cena della fortuna.

Imbandite la tavola con i colori dell’autunno tovaglia, tovaglioli e candele rosse o marroni, decorate  con erbe secche, castagne, noci, more, ghiande, mais, fiori di girasole e foglie autunnali.

Non devono mancare biscotti di farina di avena, mandorle e vino per ringraziare gli antenati.

Pietanze tradizionali sono il pane di grano, i fagioli, le patate e le zucchine al forno.

Il fuoco viene acceso con le foglie secche che si raccolgono in giardino.

Le decorazioni tipiche di questo periodo dell’anno includono anche la cornucopia, ovvero il corno dell’abbondanza, ricolmo e straripante dei frutti dell’anno, a significare l’abbondanza dei doni della Madre.

Invocate gli elementi e ringraziateli per le loro influenze benefiche:

Alla Terra: per la stabilità, per l’aiuto nel mantenere la casa, la salute, il lavoro ed il benessere;

All’Aria: per l’ispirazione che aiuta nella conoscenza e nella comprensione;

Al Fuoco: per l’energia che aiuta a sostenere la spinta dell’ambizione di cui necessitiamo per portare a termine i nostri progetti;

All’Acqua: per lo scorrere gentile che aiuta a mantenere la calma e l’equilibrio emotivo nei rapporti.

Non vi resta che prepararvi per la cena di giovedí!

Emma.

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