19 Lug, 2018 @ 6:15

Voglio parlarvi di Cielo rosso al mattino il romanzo di Paul Lynch, dopo l’uscita in italia.

Questo é il suo ultimo romanzo ma é il primo ad uscire tradotto in italiano presentato in anteprima al Salone di Torino, gli addetti ai lavori si sono sbizzarriti nei riguardi di questo giovane scrittore irlandese.

Cielo rosso al mattino

Nato a Limerick nel 1977 e cresciuto nella contea di Donegal, Paul Lynch vive a Dublino.

Ha diretto la sezione di critica cinematografica del Sunday Tribune e collabora da tempo con il Sunday Times.

Cielo rosso al mattino è stato libro dell’anno per l’Irish Times, il Toronto Star e l’Irish Independent.

Il suo secondo romanzo, The Black Snow è stato finalista in Francia al Prix du Roman Fnac.

Accostato ad autori come Cormac McCarthy, Seamus Heaney e William Faulkner, Lynch è considerato tra i migliori scrittori irlandesi della sua generazione.

In estate uscirà negli Stati Uniti il suo terzo romanzo Grace e speriamo venga tradotto al piú presto.

Anni fa, quando era ancora un esordiente, i principali editori britannici si contesero le sue prime due opere con un’asta furibonda e lui non ha tradito le aspettative, con una voce originalissima e appassionata che dona pari dignità alla violenza e alla bellezza, all’incanto e all’orrore.

La critica ha parlato molto bene di questo suo nuovo libro uscito a maggio e vedremo se anche noi comuni mortali saremo catalizzati da quello che viene definito uno stile unico.

Questa é la trama del libro:

Ambientato nell’Irlanda settentrionale del 1832, all’alba di quella che venne descritta come la Grande Carestia che si abbatté sull’isola pochi anni dopo.

Coll Coyle, un contadino che si spacca le mani e la schiena sulle terre avare degli Hamilton per sfamare la famiglia, viene cacciato dalla fattoria senza motivo il giovane Coll Coyle affronta Desmond Hamilton, il figlio del proprietario terriero.

È un attimo fatale e l’incontro si trasforma in tragedia.

Il corpo senza vita di Hamilton giace ai piedi del suo cavallo e a Coyle non resta altra scelta che fuggire, in modo da evitare la cattura e il sicuro linciaggio da parte dei tagliagole al soldo degli Hamilton.

Gli sgherri del padrone, guidati da John Faller l’incarnazione del male razionale, danno inizio a una spietata caccia all’uomo.

Spinto tra le terre paludose della contea di Donegal, Coyle scappa oltreoceano, in America e trova lavoro nel cantiere di una ferrovia in Pennsylvania.

Un viaggio folle, tra i morsi della fame e un’epidemia di colera, una fuga in cui il paesaggio, silenzioso e sterminato è sempre in primo piano.

Cielo rosso al mattino è un’esplorazione del lato spietato dell’uomo, una storia di oppressione in cui è racchiusa tutta la ferocia dell’esistenza umana.

Un racconto in cui la prosa, lirica e vibrante, evoca una sorta di quintessenza irlandese.


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E’ descritto come un thriller avvincente, adrenalinico e ben costruito attraverso un dosaggio sapiente della suspance, con momenti carichi di tensione che si alternano ad altri più narrativi e rivolti ai ricordi, attraverso un uso intelligente dei diversi punti di vista.

Un noir impietoso e desolato, in “Cielo rosso al mattino” non c’è lieto fine, né mai potrebbe esserci, ma proprio questo aspetto concorre al conferimento di valore e di credibilità al libro e all’autore stesso.

E’ un libro duro, a tratti feroce, intriso di rabbia e dolore, che parla di povertà, emigrazione e pregiudizi razziali.

Emma.

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