26 Mag, 2018 @ 2:22

Ritorna la nostra rubrica “dai nostri followers”, con questo stupendo articolo di Maura Maffei, una scrittrice appassionata ed innamorata di questa terra.

Maura Maffei

Maura Maffei

MI PRESENTO

“Raccolgo con grande gioia e onore l’invito di Emma e di Simone a raccontare qualcosa di me per la pagina “Un italiano a Sligo“. Da più di 35 anni, infatti, mi occupo di storia e cultura irlandese e da 25 anni (il mio primo romanzo uscì il 29 marzo 1993) pubblico romanzi storici ambientati in Irlanda o, comunque, con forti legami con l’Isola di Smeraldo.

Uno fra questi, “Il traditore“, edito da Marna, nel 1999 è stato anche tradotto in gaelico d’Irlanda e pubblicato dalla casa editrice dublinese Coiscéim, con il titolo “An Fealltóir”. Inoltre ho firmato oltre 200 articoli monografici per il mensile “Keltika” che sino al 2007 usciva in tutte le edicole italiane, trattando la storia, la letteratura, le tradizioni, la lingua del popolo irlandese.

Assai spesso, durante la presentazione dei miei libri o negli incontri in libreria con i lettori, mi viene chiesto da dove nasce il mio amore per l’Irlanda. A essere sincera, il mio primo approccio con l’Irlanda è stato il calvario di Bobby Sands, del cui digiuno per il riconoscimento dello status di prigioniero politico ci aggiornavano ogni sera i telegiornali.

Era il 1981, io avevo 12 anni e rimasi sconvolta dalla morte di questo giovane dopo 76 giorni di digiuno. Per un ideale.

Cominciai a interessarmi alla storia irlandese per capire come potessero ancora avvenire simili tragedie nell’Europa democratica e paladina dei diritti civili.


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Scoprii che il digiuno davanti alla tenda del nemico è una delle più antiche forme di protesta, che risale addirittura all’Irlanda precristiana e, a poco a poco, mi sono innamorata del coraggio di questa Nazione fiera che ha subìto 8 secoli di dominazione inglese e che dopo ogni sconfitta ha rialzato la fronte e ha ripreso con coraggio tra le mani il proprio destino.

Per me, oggi, raccontare l’Irlanda significa usare il linguaggio della metafora che, attraverso il passato degli indomabili irlandesi, può suggerire audacia e speranza al nostro presente. Insieme con lo scrittore di Dublino di madrelingua irlandese Rónán Ú. Ó Lorcáin, ho voluto narrare al lettore un periodo poco conosciuto qui in Italia, ossia quello delle famigerate Leggi Penali (1691-1778 circa).

Così è nata la trilogia “Dietro la tenda“, pubblicata tra il gennaio 2016 e il marzo 2017 da Parallelo45 Edizioni, i cui tre volumi sono “La fragilità della farfalla“, “L’ala del corvo” e “L’astuzia della volpe“.

La nostra trilogia narra le vicende di due famiglie nobili del Connemara che nel 1746 vendono cara la propria dignità agli inglesi.

Non riusciranno a sconfiggere il nemico ma, con un colpo di teatro, giocheranno alle Giubbe Rosse una fantastica beffa!

Il titolo “Dietro la tenda” si riferisce alla situazione di clandestinità della Chiesa cattolica, in quel terribile periodo: le chiese furono chiuse per quasi cento anni e le messe venivano celebrate in campagna, tirando una tenda tra due alberi affinché i fedeli non potessero essere torturati dagli inglesi per far loro rivelare il nome dei sacerdoti che vivevano sotto copertura, mescolati ai contadini.

L’intera trilogia ci ha richiesto cinque anni di lavoro, tra ricerche storiche e stesura, tra Italia e Irlanda, e lo considero uno dei progetti più ambiziosi e appaganti di cui mi sono occupata, anche per il rapporto di preziosa collaborazione e di intesa letteraria che si è creato con Rónán.

Lui si è occupato soprattutto delle ricerche storiche e linguistiche, dato che ci sono molte frasi, nei dialoghi, espresse in lingua irlandese (del resto in tutti i miei romanzi ci sono frasi in gaelico, lingua che studio con fatica e passione da una quindicina d’anni); io ho creato l’intreccio, il carattere dei personaggi e la storia di amicizia, di fede e di amore, perché sono un’inguaribile romantica.

Ed è stato importante per entrambi noi autori esporre eventi in cui si va aldilà delle divisioni confessionali tra anglicani e cattolici e insieme, come piccola comunità, ci si coalizza contro gli invasori.

Un’altra mia opera recente è “Anna che custodì il giovane mago” (Edizioni della Goccia, aprile 2017), romanzo storico che si svolge questa volta in Monferrato, nell’inverno tra il 1540 e il 1541, quando il giovane Gerald FitzGerald, undicesimo conte di Kildare, giunse in Italia inseguito dai sicari di Enrico VIII Tudor, che gli aveva già sterminato quasi tutta la famiglia. Venne accolto per alcuni mesi da Anna d’Alençon, al castello di Casale Monferrato.



Il conte di Kildare passò poi un lustro nella nostra penisola, trasferendosi a Mantova, dai Gonzaga, a Roma e a Firenze, dove fu maestro di cavalleria di Cosimo de’ Medici.

Infine c’è “La Sinfonia del Vento“, che per me è un po’ il romanzo delle meraviglie: è stato pubblicato da Parallelo45 Edizioni a fine luglio 2017 e in meno di sei mesi è stato ristampato 4 volte: quasi un record per un’autrice che pubblica con case editrici indipendenti.

Già vincitore del primo premio assoluto al 56° Concorso Letterario Internazionale “San Domenichino – Città di Massa“, poco più di un mese fa il noto blog letterario “Sul Romanzo” lo ha inserito tra i migliori libri editi nel 2017! Un grande risultato, ma soprattutto una grande felicità perché ho scritto questo romanzo, che narra la storia di due musicisti, come umile omaggio alla Rivolta di Pasqua del 1916 e agli intellettuali di Dublino che sacrificarono la loro vita per l’indipendenza dell’Irlanda.

Molti fra loro compaiono tra le pagine e io ce l’ho messa tutta per restituire a ciascuno l’ardire e le emozioni di quei giorni esaltanti e tragici.

Nel salutarvi, se vi fa piacere, vi invito a dare un’occhiata alla mia pagina Facebook “I Romanzi Irlandesi di Maura Maffei“: vi troverete un’Irlanda che esula dagli stereotipi (trifogli, folletti, Guinness, etc.) e che diventa terra di speranza e di forti legami relazionali, in cui fare qualcosa di buono per gli altri è la grande occasione di riscatto e di crescita umana e spirituale.

Grazie a tutti voi per l’attenzione. Slán tamall! Maura


Grazie a te Maura e speriamo di averti ancora nostra ospite!

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