William Butler Yeats – Parte 2

Giu 12, 2019 | Cultura Irlandese, Letteratura

Bentornati alla seconda parte dell’articolo dedicato a Yeats.

Per chi ha perso la prima parte puó trovarla QUI.

William Butler Yeats morì all’Hotel Idéal Séjour, a Mentone, in Francia, il 28 gennaio 1939, all’età di 73 anni.

Fu sepolto dopo un funerale discreto e privato a Roquebrune-Cap-Martin, ma il suo desiderio era quello di tornare alla sua amata Sligo, queste le sue parole: “Quando muoio seppellitemi a Roquebrune e poi tra un anno, quando i giornali mi hanno dimenticato, portami a Sligo”.

Nel settembre 1948, il corpo di Yeats fu trasferito al cimitero della chiesa di San Columba a Drumcliff, nella contea di Sligo, nella corvetta del Servizio navale irlandese LÉ Macha.

All’ingresso del cimitero vi é una statua del poeta (purtroppo é stata rubata pochi mesi fa) e ai suoi piedi vi é incisa la poesia “He wishes for the cloths of Heaven”

Avevo i vestiti ricamati dei cieli,

con luce dorata e argentata,

il blu e il buio e le tele scure

della notte, della luce e della penombra,

avrei steso i panni sotto i piedi:

ma io, essendo povero, ho solo i miei sogni;

Ho diffuso i miei sogni sotto i tuoi piedi;

Cammina piano perché ti calpesti i miei sogni.

Mentre l’epitaffio sulla lapide è tratto dalle ultime righe di “Under Ben Bulben”:

Getta un occhio freddo sulla vita, sulla morte. Cavaliere, va avanti

Yeats è ricordato nella città di Sligo da una statua, creata nel 1989 dallo scultore Ronan Gillespie.

Fu eretto all’esterno dell’Ulster Bank, all’angolo tra Stephen Street e Markievicz Road, nel 50° anniversario della morte del poeta.

Yeats aveva notato, nel ricevere il suo premio Nobel, che il palazzo reale di Stoccolma “assomigliava all’Ulster Bank di Sligo”.

Dall’altra parte del fiume c’è lo Yeats Memorial Building, sede della Sligo Yeats Society.

Le sue opere di solito trattano le leggende irlandesi, riflettono anche il suo fascino per il misticismo e lo spiritualismo.

La Contessa Cathleen (1892), La terra del desiderio del cuore (1894), Cathleen ni Houlihan (1902), The King’s Threshold (1904) e Deirdre (1907) sono tra i più noti.

Come detto all’inizio dell’articolo i fratelli Yeats trascorrevano a Rosses Point le loro estati mentre il fratello pittore ritrasse questo paesaggio in alcune sue tele tra cui “Memory Harbour”, William scrisse parte dell’opera giovanile The Celtic Twilights, ha messo insieme alcune delle storie che ha raccolto, si avventura nel mondo inquietante e pungente delle fate, dei fantasmi e degli spiriti.

La magia delle cascate di Glencar e lo scrosciare armonico dell’acqua hanno ispirato The Stolen Child, poema  basato sulla leggenda irlandese e riguarda le fate che incantano un bambino ad andare con loro.

Vieni via, bambino umano!

Vieni alle acque e alla natura selvaggia

Con una fata, mano nella mano,

Perché il mondo ha più lacrime di quante tu possa comprendere.

lough-gill

Ed infine il Lough Gill famoso per il Parke’s Castle ma soprattutto per l’isola di Innisfree, alla quale dedica una poesia di 12 righe intitolata “The Lake Isle of Innisfree”

Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, andare ad Innisfree

E costruire là una capannuccia fatta d’argilla e vimini:

nove filari e fave voglio averci, e un alveare,

e vivere da solo nella radura dove ronza l’ape.

E un po’ di pace avrò, ché pace viene lenta

Fluendo stilla a stilla dai veli del mattino, dove i grilli cantano;

e mezzanotte è tutta un luccicare, ed il meriggio brilla

come di porpora, e l’ali dei fanelli ricolmano la sera.

Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, perché la notte e il giorno

Odo l’acqua del lago sciabordare presso la riva di un suono lieve;

e mentre mi soffermo per la strada, sui marciapiedi grigi,

nell’intimo del cuore ecco la sento.

Emma.

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