Abharthach il Re dei Nani

Abharthach il Re dei Nani

Dicono che le cose buone arrivano in piccoli pacchi, ma spesso dimenticano di aggiungere che non tutti i piccoli pacchi sono pieni di cose buone! 

E così era nel piccolo villaggio di Slaughtaverty nel lontano passato, governato com’era da un temibile tiranno nano noto come Abhartach.

La statura e le dimensioni erano molto apprezzate nell’antica Irlanda, quindi un nano partiva svantaggiato. 

Crescendo, Abhartach era spesso sottovalutato per la sua taglia ma riuscì a mettersi al servizio di un Druido che conosceva molte delle antiche tradizioni, strani incantesimi, stregoneria antica di quando le colline erano montagne e draghi viola governavano dalle loro città di bronzo. 

Lavoró con grande vigore, cucinando e lavando e ingraziandosi il Druido.

Ma Abhartach aveva un asso nella manica che il Druido non si aspettava! 

E così un giorno di pioggia il Druido scomparve e il nano insieme a lui, così come i suoi numerosi rotoli e testi. 

Dopo qualche tempo un nuovo terrore cominciò a camminare sulla terra, il nano era tornato e appariva stranamente cambiato, con gli occhi verdi che si vedevano da lontano e un puzzo che poteva essere sentito anche di più.

In quell’anno Abhartach iniziò la sua vendetta su quelli che lo avevano deriso e sottovalutato, che fosse giusto o no, chiese e prese tutto ciò che voleva dalla gente della zona. 

Coloro che lo sfidarono furono colpiti da peronospora e malattia, schiacciati da grandi pietre o trovati al mattino con orribili sguardi sui loro volti.

Bene, la gente tremava sotto la tirannia di questo piccolo demone i cui poteri lo resero forte e sicuro, finché un capo con il nome di Cathrain udì le loro suppliche e cavalcò con i suoi seguaci per affrontare il tiranno.

Dopo una rapida battaglia il nano fu ucciso e la gente locale tenne un fheis o céilí per celebrare la loro liberazione, versando l’idromele sul cumulo dove Abhartach fu sepolto in posizione eretta, come era loro abitudine. 

Mangiavano e dormivano, non conoscendo l’ira che avevano involontariamente scatenato su loro stessi.

Poiché i maestri di Abhartach nell’altro mondo non si accontentarono di lasciarlo morire, la notte seguente le tribù udirono un terribile battere alle loro porte, che aprirono per rivelare nientemeno che il nano stesso, reso ancora più orribile dal suo soggiorno nell’aldilá.

E cominciò un nuovo terrore, notti di paura, non prese bestiame o giovani donne, ma chiese sangue e morte. 

Di nuovo il popolo chiamò e di nuovo Cathrain tornò e lo uccise, seppellendolo nello stesso punto ma senza successo.

Frustrato dai suoi insuccessi, Cathrain fece visita a un Druido che conosceva e chiese come avrebbe potuto sbarazzarsi del fastidioso nano. 

Il Druido scosse lentamente la testa e disse che la creatura Abhartach era uno dei neamh-mairbh, che camminava tra i mondi e non poteva essere ucciso, ma poteva essere sottomesso e disse a Cathrain come fare.

Così Cathrain tornò e prendendo una spada fatta di tasso trafisse il nano, lo seppellì di nuovo nello stesso luogo ma questa volta a testa in giù, coprendo la tomba con una grossa pietra e circondandola poi con le spine. 

Così Abhartach fu intrappolato sotto terra dove si trova ancora oggi.

La tomba di Abhartach è ora nota come Slaghtaverty Dolmen e viene definita localmente “The Giant’s Grave”. 

Comprende una grande roccia e due rocce più piccole sotto un biancospino.

Il dolmen si trova nel townland di Slaghtaverty, appena a nord di Maghera nella contea di Londonderry.

Emma.

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