Nuada-e-la-Mano-d'Argento

Nuada e la Mano d’Argento

Nuada fu il primo re dei Tuatha Dé Danann.

Portò la sua tribù in Irlanda e intraprese lotte e guerre con i suoi abitanti per il possesso dell’isola. 

Nella prima battaglia di Mag Tuireadh, ci fu uno scontro tra guerrieri Nuada con i Fir Bolg. 

La battaglia si svolse con una serie di combattimenti singoli, un guerriero contro l’altro, fino al turno di Nuada che viene abbinato ad un campione dei Fir Bolg, Streng. 

Nuada combatte ferocemente, ma subí una grande perdita, le schiere di guerrieri nemici vennero marchiati a fuoco sul polso della mano sinistra come segno di riconoscimento.

Malgrado l’ingente perdita, i Fir Bolg vengono infine respinti, e si ritirano nella provincia occidentale del Connacht.

Poiché la sacra legge decreta che i re dei Dé Danann devono essere integri nel corpo e nella mente, Nuada, storpiato, è costretto a dimettersi dalla carica di capo degli dei. 

Un nuovo consiglio viene convocato, e un nuovo re è designato dal voto, un Fomori di nome Bres il Bello.

Bres, nonostante la sua figura affascinante, si dimostra un re molto impopolare. 

Egli si identifica con il suo lato Fomori e tratta i Dé Danann in modo terribile, impone tasse di grandi dimensioni e obbliga loro a rinunciare alla consueta ospitalità e a divertirsi nei momenti di pace, tutte cose che un re prevede di fornire al proprio popolo.

Una soluzione, però, si sta cercando, infine, il medico del regno, Dian Cécht, usa la sua abilità per guarire l’arto monco di Nuada, costruendo una mano d’argento fantastica in grado di funzionare come una normale mano umana.

Innestata come si conviene sul braccio di Nuada, egli cerca di riconquistare la sua posizione.
Bres, tuttavia, non sembra essere preoccupato. 

Egli gode del privilegio d’essere re e si rifiuta naturalmente a farsi da parte. 

Tutto sembra senza speranza fino a quando un bardo, Cairpre, cerca l’ospitalità nella corte di Bres, e come tanti prima di lui, viene rifiutata.

Cairpre offeso compone la satira bardica e prima di leggenda, muove una feroce accusa di avarizia dimostrata da Bres.

La poesia mette in imbarazzo Bres tanto che la sua faccia scoppia in bolle gigantesche, una deformazione grande abbastanza per costringere Bres ad abdicare al trono secondo le antiche regole. 

In breve tempo, Nuada è ancora una volta il re dei Tuatha Dé Danann.

Bres detronizzato non ha alcuna intenzione di andarsene tranquillamente, si lamenta della sua umiliazione ai suoi parenti Fomori, e Tuatha Dé Danann presto affronterà un’ondata di invasori. 

A differenza dei Fir Bolg piuttosto convenzionali nei modi di combattere, i Fomori decretano, come i Dé Danann avrebbero dovuto battersi.

Una gara magica, descritta come una lotta tra deformi giganti da un occhio solo, provenienti dalle onde dell’oceano.

Emma.

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