Dai nostri Followers – Lorena Marcelli

Giu 10, 2020 | Dai Followers

Lorena Marcelli nasce più di mezzo secolo fa nel posto sbagliato, perché lei è convinta che sarebbe dovuta nascere in Irlanda.

Vive da sempre in Abruzzo, regione che, in qualche modo, le ricorda la terra che ama in maniera esagerata, e ha la fortuna di risiedere vicino a un paese dove, da qualche anno, si svolge l’Abruzzo Irish Festival, e dove, per tre giorni, può vivere le atmosfere irlandesi a 360°.

Da piccola era convinta di essere stata, un tempo, una regina dei clan irlandesi; convinzione che non le è scomparsa del tutto, in realtà.

In Irlanda è stata diverse volte, e a giugno 2018 ha realizzato un sogno che aveva da tempo nel cassetto: presentare il suo romanzo storico “A.D. 1324 – Alice Kyteler la strega di Kilkenny” nella Cattedrale di St. Canice, a Kilkenny, dove ha suscitato molta curiosità, perché nessun irlandese avrebbe mai potuto immaginare che una sconosciuta italiana avesse passato cinque anni della sua vita a tradurre il processo contro quella che è conosciuta da tutti come la “Strega di Kilkenny” .

Dallo studio del processo Lorena ha scritto due romanzi: il primo è “A.D. 1324 – Alice Kyteler la strega di Kilkenny”, il secondo è “L’Enigma del Battista”, un thriller storico che verrà pubblicato in ebook il 10 giugno e in cartaceo il 15 giugno.

Pub Irlandese

A.D. 1324 ALICE KYTELER LA STREGA DI KILKENNY

Kilkenny, Irlanda, 1324

Settecento anni fa, il primo processo per stregoneria, quale reato assimilato all’eresia, ebbe luogo in Irlanda.

L’anno in cui accadde era il 1324 e la città in cui avvenne fu quella della ridente Kilkenny, centro commerciale molto importante nel XIV secolo.

In quel periodo la stregoneria veniva accomunata all’eresia, e per questo motivo era sottoposta al diritto ecclesiastico, invece che al diritto temporale (che la trattava come comune crimine).

Il caso fu caratterizzato anche da meschine gelosie e dalle diatribe personali che caratterizzavano i processi di quel tempo. Kilkenny era una città fiorente e prosperosa e si era sviluppata intorno allo stanziamento dei primi insediamenti fondati attorno alla Chiesa di St. Canice (A.D. 514.598/600).

Nel dodicesimo e tredicesimo secolo la città era in mano ai Normanni e aveva ricevuto la sua prima carta nel 1208, concessa da William il Maresciallo, conte di Pembroke.

Per lungo tempo fu centro di importanti decisioni per la Contea e per gran parte del Paese.

Fu dal Parlamento di Kilkenny che gli invasori inglesi emanarono i diversi statuti che regolavano i loro rapporti con i nativi irlandesi.

La tradizione religiosa (soprattutto monastica) era molto forte e radicata nella Contea e Kilkenny era la sede della Diocesi di Ossory.

Quando iniziò a espandersi e a diventare una città commerciale, abitata da artigiani e famiglie che svolgevano lì i loro commerci, l’autorità secolare e quella religiosa, che regolavano entrambe i diversi aspetti della vita quotidiana dei cittadini, iniziarono a entrare sempre più spesso in conflitto.

La latente e sotterranea tensione fra la Chiesa e lo Stato divenne qualcosa di palese quando una delle donne più importanti della città fu accusata di stregoneria.

Alice Kyteler. Chi era costei? Era una ricchissima nobildonna, una druidessa, o era, davvero, una strega?

Anche se qualcuno la descrive come una donna pericolosa e brutta, Dame Alice Kyteler (o Kettle), probabilmente doveva essere una donna bella e avvenente e questa supposizione è avvalorata dal fatto che si sposò per ben quattro volte e, ogni volta, con uomini ricchissimi e importanti, oltre che nobili.

A diciotto anni Alice sposò William Outlawe, ricco mercante e banchiere, socio in affari di suo padre, fratello di Roger Outlawe, un Cavaliere di San Giovanni di Gerusalemme, priore della Commanderia di Kilmainham .

Un templare, dunque.

Alice aveva ricevuto un’educazione adeguata al suo ceto; era una donna molto intelligente, colta e ambiziosa e, dopo la morte del padre, avvenuta poco dopo il suo matrimonio, non avendo altri fratelli, ereditò tutti i beni di famiglia, entrando, grazie al matrimonio con William Outlawe, in contatto con i depositari del potere finanziario di quel secolo.

All’inizio del 1300 Alice decise di trasformare l’ostello di famiglia, il Kyteler’s Inn, in un punto di ritrovo per uomini e donne dediti all’Antica Religione, considerati eretici e adoratori del demonio.

Tre anni dopo il matrimonio William Outlawe morì in maniera misteriosa, suscitando pettegolezzi e congetture, che attirarono l’attenzione della gente di Kilkenny su Alice, considerata malefica e adoratrice di un demone: Robin Artisson, con il quale aveva frequenti rapporti sessuali e dal quale, pare, si fosse fatta aiutare per avvelenare suo marito. Si cominciò a vociferare che nella locanda si svolgessero riti satanici e che all’interno della stessa fossero nascosti oggetti “molto importanti e pericolosi”.

Poco dopo Alice si risposò con Adam le Blond, un ricco banchiere di Callan e il matrimonio fu più duraturo del precedente. Era ancora sposata con lui, quando, nel 1307, l’ordine templare fu sciolto con la grave accusa di eresia.

Durante la loro fuga, i cavalieri esuli approdarono a Kilkenny e trovarono riparo nella Kyteler’s Inn, che funzionò anche come centro organizzativo per molti di loro.

Nel 1310, a causa di un’indigestione, (così sembrerebbe), Adam le Blond morì e anche questa volta Alice Kyteler fu accusata di aver procurato la sua morte con il veleno.

L’anno successivo la donna si sposò per la terza volta con un ricco e anziano nobile e ricco mercante di origini francesi, legato al mondo monastico dei Templari e degli Ospitalieri.

Cinque anni dopo, di nuovo vedova, Alice era diventata la donna più ricca e influente di Kilkenny e della stessa Irlanda.

Nello stesso periodo salì al trono pontificio Papa Giovanni XXII, il Papa che emanò la bolla Super Illius Specula, che introdusse tra le eresie più pericolose anche la stregoneria e che decretò la condanna a morte delle streghe.

Nel 1320 Alice si risposò per la quarta volta (ormai aveva quarant’anni), con John le Poer, un ricco nobile di Kilkenny, che aveva perso la testa per lei e che, nonostante conoscesse la cattiva fama della donna, la corteggiò fino a quando lei non acconsentì alla sua richiesta di matrimonio.

Quando l’anziano iniziò a perdere i peli e le unghie, una cameriera lo convinse che Alice Kyteler lo stesse avvelenando e lui denunciò la moglie davanti al vescovo Richard de Ledrede, un francescano inglese che mal aveva accolto la nomina nella Diocesi di Ossory, e che non esitò nemmeno un attimo, prima di avviare un processo inquisitorio, il primo in Irlanda e uno dei primi in assoluto in Europa, contro la donna e i suoi presunti complici.

Il vescovo sostenne accuse di magia nera, eresia e stregoneria; accusò la donna di aver sacrificato ai demoni (gli antichi dei pagani) nove galli rossi e di aver rinnegato la fede in Cristo, sputando sulla Croce.

Chiese l’immediato arresto di Alice Kyteler e, da questo momento in poi, si scatenò una vera e propria guerra fra lui e i due uomini più potenti di Kilkenny: Roger Outlawe, ora Cancelliere d’Irlanda, fratello del primo marito di Alice, e Arnold le Poer, il Siniscalco di Kilkenny (una sorta di viceré), che respinsero la sua richiesta.

Addirittura il Siniscalco fece arrestare il vescovo che rimase nella prigione di Kilkenny per diciassette giorni, con l’accusa di aver falsificato le prove contro Alice.

Perché questi uomini si levarono contro il vescovo, per difendere una donna accusata di aver procurato la morte e l’avvelenamento di loro congiunti diretti? Perché il vescovo voleva impossessarsi di tutti i beni di Alice e fece perquisire la sua casa e le sue proprietà più volte? Qual era la vera posta in gioco? Che cosa cercava il francescano inglese, che ben conosceva i rapporti fra la donna e gli esuli templari?

Durante la prigionia del vescovo, Alice Kyteler fuggì dapprima a Dublino, dove chiese l’aiuto dell’Arcivescovo e del Giustiziere d’Irlanda, e poi, pare, in Inghilterra.

Che cosa portò con sé durante la fuga? Che cosa volle mettere al riparo, evitando che cadesse nelle mani del vescovo? Perché, poi, tornò a Kilkenny, dove fu condannata al rogo? E se è vero che riuscì a fuggire dalle prigioni del Castello Kilkenny, grazie all’aiuto dei Templari, dove andò e con chi?

Fra le cose trovate nella cantina della Kyteler’s Inn c’era anche un teschio. Era forse un’allusione al teschio di San Giovanni Battista, adorato dai Templari e ritenuto il vero Messia? Forse era quello il tesoro che la donna custodiva, nel luogo in cui si celebravano i riti dell’Antica religione pagana? Il 24 giugno gli adepti di questa religione festeggiavano l’Alban Heruin, la festa della luce.

E’ un caso che il giorno della nascita di San Giovanni Battista fosse il giorno della luce, mentre quello della nascita di Gesù fosse l’Alban Arthuan, il solstizio d’inverno, il giorno in cui le tenebre vincono sulla luce? Chi era davvero la strega di Kilkenny, e quale segreto custodiva, insieme alla sua gente?

Lorena Marcelli

Grazie Lorena di aver condiviso con noi e i nostri followers i tuoi studi su Alice Kyteler.

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