Anno Celtico Ruota dell'anno

Anno Celtico

Nel calendario irlandese, i nomi dei mesi in lingua irlandese si riferiscono alla religione e alla mitologia celtica e generalmente sono anteriori all’arrivo del cristianesimo. 

Dopo una generica introduzione al Calendario Celtico, vediamo più nel dettaglio le componenti dell’anno: giorni, stagioni e mesi.

L’anno celtico precristiano iniziava con Samhain, il capodanno celtico.

Stagioni

I celti dividevano l’anno in due parti, Geamhradh l’inverno il cui inizio era segnato dalla festa di Samonios/Samhain e Samhradh l’estate di cui l’inizio era segnato da Beltane.

Inverno, Geamhradh: Novembre/Samhain, Dicembre/Nollaig, Gennaio/Eanáir;

Primavera, Earrach: Febbraio/Imbolc, Marzo/Márta, Aprile/Aibreán;

Estate, Samhradh: Maggio/Bealtaine, Giugno/Meithemh, Luglio/Lúil;

Autunno, Fómhar: Agosto/Lúnasa, Settembre/ Meán Fómhair, Ottobre/ Deireadh Fómhair.

Le parole per Maggio/Bealtaine, Agosto/Lúnasa e Novembre/Samhain, sono i nomi delle feste religiose gaeliche. 

I nomi di Settembre/Meán Fómhair e Ottobre/Deireadh Fómhair, si traducono direttamente come “metà del raccolto” e “fine del raccolto”. 

Il cristianesimo ha lasciato il segno anche nei mesi irlandesi: il nome di Dicembre/Nollaig deriva dal latino natalicia (compleanno), riferito alla nascita di Cristo. 

La Settimana

La giornata per i Celti iniziava e finiva al tramonto.

Attraverso il contatto con i Romani, la settimana di sette giorni fu presa in prestito dai Celti continentali, per poi diffondersi in Irlanda. 

In irlandese, quattro giorni della settimana hanno nomi derivati ​​dal latino, mentre gli altri tre si riferiscono al digiuno fatto dai primi cristiani gaelici. 

Lunedì, Dé Luain: dal latino dies Lunae;

Martedì, Dé Máirt: dal latino dies Martis;

Mercoledì, Dé Céadaoin: riferito al digiuno gaelico: da céad (primo) aoin (digiuno) cioè il primo digiuno della settimana;

Giovedì, Déardaoin: il giorno tra i digiuni;

Venerdì, Dé hAoine: il giorno del digiuno;

Sabato, Dé Sathairn: dal latino dies Saturni;

Domenica, Dé Domhnaigh: dal latino dies Dominicus.

I Mesi

Samonios: ottobre/novembre, mese dell’incontro con gli Avi.

Il primo mese del calendario di Coligny, i Celti erano influenzati principalmente dai cicli lunari e delle stelle che segnano lo scorrere dell’anno agricolo, che iniziava appunto con Samhain, la fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l’inverno.

Il termine contiene la particella samo che sia nelle lingue galliche che in quelle celtiche significa “estate”, la traduzione più probabile è “Fine dell’estate”. 

Secondo altre ipotesi è verosimile che il significato di samonios sia prossimo a quello di “assemblea, riunione”, da cui l’antico irlandese samain, anche in sanscrito sàmanam significa “assemblea, riunione, festa”, nell’antico norreno saman significa “insieme, gruppo”, infine la radice indoeuropea sem-, som-, sm- significa proprio “insieme”. 

Dal gallico samoni(o)s deriva indubbiamente il nome della festa pan celtica di Samhain, dedicata ai morti. 

Infatti troviamo sul calendario di Coligny in coincidenza con il 17º giorno di Samonios l’indicazione Trinuxtion Samoni, la festa delle tre notti di Samonios. 

Dumannios: novembre/dicembre, mese delle fumigazioni.

Secondo mese del calendario di Coligny, prossimo al termine latino fumus, sanscrito dhumah, lituano dumai “fumoso”, greco thumos “anima, cuore” e thumiao “far fumare”. 

La relazione tra fumo/vapore e anima/forza vitale è insita nel termine e potrebbe indicare la natura sacrificale e senza dubbio rituale di questo mese.

Riuros: dicembre/gennaio, mese del freddo intenso.

Terzo mese del calendario di Coligny, normalmente il termine riuros viene messo in relazione all’omologo dell’irlandese arcaico réud, grande freddo; al gallese rhew, gelo, freddo intenso; al bretone reo e rev, grande freddo.

Tutti termini derivanti dalla comune radice indoeuropea preus, che ritroviamo anche nel latino pruina, gelata bianca, da cui l’italiano brina, nel germanico friosan, gelare e nel sanscrito prusva, gelata. 

Anagantios: gennaio/febbraio, mese del riposo.

Quarto mese del calendario di Coligny, indicherebbe un periodo nel quale non si viaggia o forse vige il divieto di viaggiare, cioè in cui si resta e ci si riposa. 

Il periodo dell’anno al quale fa riferimento, la fine dell’inverno, indica un momento in cui le provviste sono quasi terminate, la selvaggina scarseggia e la natura non si è ancora risvegliata, indicato perciò a preservare le energie.

Ogronios: febbraio/marzo, mese del freddo.

Quinto mese del calendario di Coligny, il significato del termine sembra piuttosto chiaro e deriva dal celtico insulare ougro che significa freddo. 

Lo stesso significato lo troviamo nel termine arcaico irlandese ùar e òcht e nel gallese oer, Ogron è perciò un mese moderatamente freddo in rapporto a Riuros, mese del grande freddo.

Cutios: marzo/aprile, mese delle invocazioni.

Sesto mese del calendario di Coligny, lo troviamo indicato anche col nome Gutios. 

Cutios/Gutios è prossimo al termine dell’irlandese arcaico guth, voce e al gallico gutuater, invocatore. 

Il significato della parola sarebbe dunque: “mese delle invocazioni”.

Giamonios: aprile/maggio, fine dell’inverno.

Settimo mese del calendario di Coligny, dall’etimologia molto chiara in quanto la parola contiene direttamente il termine gallico che indica l’inverno giamo. 

Potrebbe indicare sia l’inizio che la fine dell’inverno, ma il nome del mese successivo contiene il termine celtico per la primavera e non lascia dubbi, che indichi la fine dell’inverno.

Simivisonios: maggio/giugno, metà primavera.

Ottavo mese del calendario di Coligny, il nominativo è simiuisonna e con tutta probabilità è una parola composta dal prefisso simi o semi, cioè mezzo, da cui il latino semi, il greco hemi, il sanscrito sami e il termine uisonna che indica anche nell’indoeuropeo arcaico la primavera e che diventa in gallese arcaico guiannuin, nel cornico arcaico guaintoin, da cui uesnteino, in latino uer, in greco éar, in sanscrito vasantà. 

Ossia, traducendo letteralmente: metà della primavera. 

Un’altra ipotesi vede nel termine sonna, nome del sole e lo equipara a sonno-cingos “corso del sole”, ma in questo caso non viene preso in considerazione il prefisso simi per cui l’interpretazione non è accettabile.

Equos: giugno/luglio, mese dei cavalli.

Nono mese del calendario di Coligny, il nome di questo mese rappresenta un piccolo enigma.

Sembra evidente che faccia riferimento ai cavalli avendo come omologo il termine latino equus indicante questi animali, ma i celti indicavano questi animali con la radice epo.

Elembiuos: luglio/agosto, mese del cervo.

Decimo mese del calendario di Coligny, il termine contiene la parola indoeuropea che indica il cervo elem, affine al greco élaphos, al gallese elain, all’irlandese arcaico elit.

Il decimo mese celtico ha forti corrispondenze con il nono mese del calendario greco antico durante il quale si celebravano feste dedicate alla dea della caccia Artemide.

Edrinios: agosto/settembre, fine dell’estate.

Undicesimo mese del calendario di Coligny, il significato è ancora sconosciuto, ma alcune ipotesi vedono in edrini, la radice aidh, che significa ardore, fuoco da cui deriva il termine latino aestas divenuta per noi estate. 

In tal caso potrebbe significare l’inizio o il termine dell’estate, e vista la posizione del mese nel calendario si dovrebbe interpretare come fine dell’estate. 

Cantlos: settembre/ottobre, tempo dei canti rituali.

Dodicesimo ed ultimo mese del calendario di Coligny, il significato del termine Cantlos, con la variante Gantlos così come per il mese Cutios/Gutios, probabilmente è simile a quello dell’irlandese arcaico cétal canto, recitazione, del gallese cathl canto, poema, inno, del bretone quentel canto liturgico, tutti contenenti la radice indoeuropea kan cantare, da cui il latino canō. 

Cantlos è dunque il mese del canto rituale.

Emma.

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